Direttiva Case Green 2026: cosa cambia per chi ha casa di classe E, F o G e vuole vendere o affittare

La Direttiva Case Green/EPBD 2026 non blocca automaticamente la vendita o l’affitto delle case in classe E, F o G, ma rende sempre più importante migliorare le prestazioni energetiche per restare competitivi sul mercato immobiliare nei prossimi anni. Gli infissi ad alte prestazioni sono tra gli interventi più efficaci e immediati per alzare la classe energetica di un immobile e migliorare l’APE in vista di una futura vendita o locazione.
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Direttiva Case Green 2026: il contesto per chi ha casa in classe E, F o G
La Direttiva Case Green fa parte del pacchetto europeo di revisione della direttiva EPBD sugli edifici, con l’obiettivo di ridurre consumi ed emissioni del patrimonio immobiliare nei prossimi anni. Per l’Italia questo significa pianificare un percorso graduale di riqualificazione, che riguarda soprattutto gli immobili oggi in classe energetica E, F e G, ancora molto diffusi sul territorio.
A oggi non esiste un blocco immediato e generalizzato alla vendita o all’affitto delle case in classe bassa, ma la tendenza regolatoria va chiaramente verso edifici sempre più efficienti e verso un uso più stringente dell’APE nelle transazioni immobiliari. Per chi possiede una casa energivora, il tema non è solo “essere in regola”, ma non perdere valore nel medio periodo rispetto a immobili già riqualificati.
EPBD e Direttiva Case Green: cosa prevedono per l’Italia
La nuova EPBD chiede agli Stati membri piani nazionali di ristrutturazione a lungo termine, con obiettivi progressivi di riduzione dei consumi del parco edilizio esistente. Ogni Paese deve quindi definire le proprie tappe, strumenti e incentivi, senza imporre automaticamente le stesse scadenze a tutti i proprietari privati.
In Italia l’attenzione si concentra su tre aspetti chiave:
- maggiore trasparenza sulle prestazioni energetiche attraverso l’APE casa in fase di vendita o locazione;
- spinta verso interventi di riqualificazione sugli immobili in classe E, F e G, tramite piani nazionali e misure economiche;
- progressivo allineamento alle traiettorie europee di riduzione delle emissioni del patrimonio edilizio.
Questo significa che, pur non essendoci oggi un divieto generalizzato di vendere o affittare case in classe bassa, la classe energetica peserà sempre di più nelle scelte di acquirenti e inquilini, con effetti diretti sul valore di mercato dell’immobile.
Vendere o affittare con una casa in classe E, F o G: cosa cambia davvero
Per chi ha un appartamento in classe energetica E, F o G e vuole vendere o affittare, la Direttiva Case Green non introduce oggi un “blocco secco”, ma rafforza l’importanza dell’APE e delle informazioni sul consumo energetico in tutte le fasi della trattativa. Una casa con consumi elevati sarà più difficile da posizionare allo stesso prezzo di un immobile già riqualificato, soprattutto in un contesto in cui bollette e comfort sono temi sempre più sensibili per chi compra o prende in locazione.
In pratica:
- chi non riqualifica rischia di dover rivedere al ribasso il prezzo richiesto o accettare tempi più lunghi di vendita;
- chi investe per migliorare la classe energetica può rendere l’immobile più appetibile e distinguersi in un mercato che diventerà via via più selettivo.
La conseguenza operativa è chiara: iniziare a pianificare gli interventi oggi consente di arrivare preparati quando le richieste del mercato (e, progressivamente, della normativa) diventeranno più stringenti.
APE, classi energetiche e ruolo degli infissi
L’Attestato di Prestazione Energetica (APE) fornisce una fotografia dei consumi dell’edificio e colloca l’immobile in una classe energetica dalla A alla G, tenendo conto di fattori come involucro, impianti e fonti rinnovabili. In questo quadro, l’involucro edilizio, pareti, coperture, ma anche finestre e serramenti, ha un peso significativo nei calcoli, soprattutto negli edifici più datati.
Gli infissi obsoleti sono spesso uno dei punti deboli delle case in classe E, F e G, perché:
- favoriscono dispersioni di calore in inverno e surriscaldamento in estate;
- peggiorano il comfort interno, spingendo all’uso intensivo di riscaldamento e condizionamento;
- incidono negativamente sugli indicatori energetici considerati nell’APE.
Al contrario, serramenti ad alte prestazioni, come finestre in PVC con vetro basso emissivo, doppi o tripli vetri e telai a bassa trasmittanza, possono contribuire in modo significativo al miglioramento della classe energetica complessiva, soprattutto se inseriti in un intervento coordinato con altri lavori sull’edificio.
Infissi per migliorare la classe energetica: da dove partire
Per chi ha un immobile in classe E, F o G e sta ragionando su una ristrutturazione in vista della Direttiva Case Green, gli infissi sono spesso uno dei primi interventi da considerare per rapporto tra costo, beneficio e impatto sull’APE. In molti casi, la sostituzione delle vecchie finestre con serramenti di classe A o comunque ad alte prestazioni può portare a un salto di classe energetica, specie se abbinata a un miglioramento dell’impianto termico o dell’isolamento dell’involucro.
In termini pratici, la valutazione dovrebbe passare da:
- analisi iniziale dell’APE esistente e dei punti critici evidenziati;
- confronto tra diverse soluzioni di serramenti (materiale, vetro, valori di trasmittanza) e loro impatto stimato sulla classe energetica;
- integrazione con eventuali altri interventi (isolamento, impianti) per massimizzare il miglioramento complessivo dell’immobile.
Questo approccio consente di trasformare l’obbligo di maggiore trasparenza energetica in un’occasione per rendere la casa più efficiente, confortevole e competitiva sul mercato.
Direttiva Case Green, ristrutturazione obbligatoria e pianificazione intelligente
Molte comunicazioni superficiali sulla Direttiva Case Green parlano di “ristrutturazione obbligatoria 2026” o di “stop alla vendita delle case in classe G”, ma le analisi tecniche più autorevoli sottolineano che il quadro reale è più articolato e basato su obiettivi di medio-lungo periodo fissati a livello nazionale. L’EPBD non impone oggi al singolo proprietario italiano un intervento immediato, ma spinge gli Stati a definire piani e strumenti per ridurre progressivamente la quota di edifici ad alte emissioni.
Per i proprietari questo significa due cose:
- non c’è motivo di allarmismo, ma è sconsigliabile ignorare completamente il tema;
- chi inizia ora a programmare interventi su infissi, isolamento e impianti si troverà in una posizione migliore quando le richieste del mercato e delle normative saranno più stringenti.
In questo scenario, la sostituzione dei serramenti diventa uno dei tasselli più concreti e immediati per allinearsi alle nuove tendenze europee, migliorare l’APE e preservare il valore dell’immobile.
Come può aiutarti Komart se hai una casa in classe E, F o G
Per chi ha una casa in classe energetica E, F o G e sta pensando di venderla o affittarla nei prossimi anni, il primo passo è capire quali interventi possano davvero fare la differenza, senza disperdere budget in lavori poco mirati. La scelta di infissi adeguati alle nuove esigenze di efficienza energetica, in termini di materiali, vetri, trasmittanza e posa in opera corretta, è centrale in questo percorso.
Un supporto tecnico qualificato consente di:
- leggere l’APE in ottica strategica, individuando gli interventi più efficaci;
- scegliere serramenti ad alte prestazioni adatti al contesto climatico e alle caratteristiche dell’edificio;
- integrare la sostituzione degli infissi in un piano di riqualificazione coerente con gli obiettivi della Direttiva Case Green e con le aspettative future del mercato immobiliare.
Se vuoi capire da dove partire e quali interventi sugli infissi possono davvero far salire la classe energetica della tua casa, il modo migliore è parlarne con un tecnico.
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